Poche parole …

Non posso non ammettere di non esser stato in grado di proteggerla e difenderla, specialmente nell’ultimo periodo della sua vita, dal contesto delle dinamiche delle miserrime vicissitudini familiari.

Ultimo periodo della sua vita in cui voleva proteggermi a modo suo dalle ingiustizie, dalle ruberie, dagli opportunisti e dagli approfittatori che hanno segnato la mia esistenza di uomo e di imprenditore. Filomena, una persona che si è impegnata a sostenere i diritti sociali di altre persone, in particolare delle persone fragili, escluse, sofferenti per una ingiustizia sociale sempre più palesata e imperante, amplificata dal progressivo disimpegno dell’Amministrazione dal welfare state; persone in disagio che hanno trovato e trovano una risposta ai loro bisogni attraverso le varie forme organizzative del volontariato sociale e-dell’ impegno politico e che hanno segnato, spesso in sostituzione dei vari livelli governativi istituzionali, la progressiva realizzazione di quei principi ben sintetizzati nella nostra Costituzione: principio dell’uguaglianza, dell’equità e della sussidiarietà.
Filomena è stata testimone privilegiata sin dall’adolescenza del disagio generato dalla conflittualità, a quell’epoca una conflittualità genitoriale, acuendo una sensibilità emozionale che negli anni si è trasformata in un antagonismo verso ogni forma di pregiudizio, emarginazione, diversità, violenza sociale.
Ha realizzato negli anni universitari un’azione di contrasto verso la deprivazione collettiva dei diritti e la violenza sociale, indotta fondamentalmente da un sistema politico incapace, incompetente e spesso corrotto, sfociando in una radicalizzazione cosciente e consapevole con una partecipazione al movimento anarchico.

Sempre in prima fila nelle manifestazioni antagoniste, ma anche e soprattutto, sempre in prima fila nelle azioni a favore della comunità esclusa o in disagio: per favorire l’inclusione, la partecipazione e l’emancipazione ha attivato e partecipato a laboratori artigianali, all’assistenza scolastica, a rappresentazione teatrali benefiche anche con ruoli sul palcoscenico e ad una miriade di altre azioni in cui era necessario sviluppare un sentimento identitario sociale ed un sostegno collettivo alle persone in disagio e sofferenza. In queste azioni ho sostenuto le iniziative di Filomena quando devolute ai bisogni delle persone, pur in profondo disaccordo, e non condividendo talvolta le forme organizzate con cui conduceva la propria battaglia politica: sapevo che il suo benessere passava e si nutriva del benessere altrui.

Per questo motivo credo che sia ora necessario continuare a sostenere il suo progetto di solidarietà sociale e di contrasto ad ogni emarginazione ed esclusione, passando attraverso il sostegno alle persone disabili, tossicodipendenti, disadattamento esistenziale anziani non autosufficienti, bambini/adolescenti in difficoltà familiare, rifugiati politici e altre persone in disagio sociale.

Per questo ho deciso di costituire una fondazione dedicata a mia figlia Filomena.

6 Commenti su “Poche parole …

  1. Ciao Filomena grazie per tutta la vita che hai dato ai tuoi amici, ai tuoi sogni, ai tuo valori a tutti noi che abbiamo costruito con te le vie del bianconiglio, tra i monti e le stelle, tra le fiaccole e la voglia di esprimerci col teatro anche per combattere una battaglia a cui tenevi tanto come me: migliorare il mondo e tutti noi. Buon proseguimento ovunque sarai, noi di Leofara, il Piccolo Re e il tuo regista ti portiamo nel cuore .

  2. Fabio Normano says:

    Ciao Filo,
    quella birra insieme non l’abbiamo più presa…per chiarirci e parlarci. Non sono riuscito a legare con te, a conoscerti, forse per paura, anche se in un angolino buio della mia mente c’era la speranza di rivederti e farci finalmente due risate e farti capire chi sei stata per me in quelle due settimane a Leofara, ma ora non è più possibile. Sin dalla prima volta che ti ho vista mi sono detto ” io questa ragazza la devo conoscere” e poi ho sentito che oltre all’attrazione fisica c’era l’ammirazione verso chi parla di rivoluzione, di cambiare il mondo, di rompere quegli stereotipi che hanno prodotto solo ingiustizie e dolore; finalmente qualcuno che la pensava come me, animato da passione civile, e quando a scuola ho cercato di instillare nei ragazzi spirito critico, di parlargli dell’importanza di non soggiacere alla volontà delle istituzioni, davanti a me c’erano i tuoi occhi. Ora però sono molto demoralizzato, rimane solo un rimpianto, il ricordo di un sorriso dopo quella stupida litigata, un sorriso che mi ha riempito di gioia, ma che è rimasto solo un ricordo.
    Ti porterò sempre con me.

  3. Maria Massa says:

    Ho avuto il piacere di conoscere Filomena, anche se per poco tempo, ma posso dire che era una persona trasparente ed altruista; amava stare in compagnia, amava i bambini, amava fare del bene, amava gli animali, ma sopra ogni cosa amava incondizionatamente il padre e lo stesso era, ed è tutt’ora, per lui….lo dimostra questo blog e le mille altre cose che fa ancora oggi per lei, come la costituzione della Fondazione in nome ed in memoria di Filomena; questo lo può fare e lo fa solo un padre che ama e che soffre, anche se non lo esterna ad alcuno, e che non addossa colpe inutili ad altri, anzi agisce e reagisce costituendo una Fondazione, così che Filomena sarà sempre con noi presente.. i bei ricordi e le emozioni rimarranno e la Fondazione produrrà azioni di assistenza a quelle persone bisognose alle quali lei aveva dedicato la sua azione sociale

  4. Ci sono momenti della nostra vita sociale ed affettiva in cui si tira una linea: somma di esperienze positive e negative. La morte di una persona ci costringe a tirare una barra: è un bilancio che ci consente di fissare l’esperienza comune vissuta e ci consegna un ricordo indelebile di quella persona ormai per sempre fisicamente assente. Il tempo consuma alcuni particolari vissuti, non consuma il bilancio, che nelle rievocazioni personali rimane inalterato
    Irrequietezza intellettuale e costante ricerca di essere amata per com’era. Così ho conosciuto Filomena.
    Ci sarà un momento in cui sarà necessario chiedersi perché sia successo.
    Ora ci sarà da convivere con l’irrecuperabile e con l’impoverimento affettivo che peserà per ognuno di noi in maniera diversa: per la famiglia, per gli amici, per me.
    Tra tutti, oggi conosco la sofferenza del padre, per il quale Filomena rappresentava motivo di esistenza. Delle disarmanti e poco credibili (per chi non le ha vissute direttamente/indirettamente!) vicende familiari al padre restava solo una certezza: provvedere perché Filomena avesse una sicurezza economica e sostenerla nel suo progetto di vita. Del tutto, di uno spaccato familiare disumano, restava solo lei. E Filomena, antagonista ad un Sistema produttore di disuguaglianze sociali, povertà, esclusione…., pur perseverando nel ruolo di contestatrice giramondo, iniziava a pensare ad un suo futuro di autonomia economica, all’interno delle sue radici. Rosario le aveva prospettato concrete opportunità per realizzare un proprio progetto di vita e le aveva creato adeguate facilitazioni: un’attività commerciale, un’azienda agricola e altre proprietà immobiliari con cui poter affrontare il futuro lavorativo.
    Perchè allora andare nel buio, nel vuoto, nel nulla?
    Quasi sempre non conosciamo le più profonde fragilità altrui. Filomena aveva fragilità trasparenti: il desiderio e la volontà di essere amata per quello che era. Il padre l’amava per quello che era, anche se la sua storia personale e familiare la faceva vivere in una costante ricerca affettiva che la portava a richiedere continuamente conferme e un rifugio sicuro. Rosario capiva la sua più profonda fragilità.
    Altri non hanno capito. Altri non hanno amato. Tutti abbiamo perso.

  5. Vania Borsetti says:

    Mi manchi tanto, saresti qui con me, lascerei quel rompi di Ugo fuori, mi sentirei più forte. Ogni giorno sempre ti chiamo, una purezza, una forza che mi rendeva facile capirti anche quando dicevi cose incomprensibili. La tua agitazione era la stessa dei miei vent’anni e non mi faceva paura, non capivo che per te era più difficile, mi sembravi forte abbastanza anche per la tristezza. Mi manca la tua implacabile energia, la tacita promessa d’amicizia, la tua mente matematica e lo slancio generoso. Manca un pezzo della mia città e porto in giro con me il vuoto.

  6. il Natale , Cristianamente , e’ un giorno di festa in cui gioiamo della nascita di Gesù .

    Questa gioia che si radica nella fede/fedeltà a Gesù ha la forza di fare nuove tutte le cose .

    L’invito che ci viene proposto dallo stesso Gesù e’ proprio quello di gioire per la sua presenza perché in lui con lui e per lui possiamo fare esperienza dell’amore di Dio Padre colui che ci ha creato con amore e ci accoglie con amore .

    In questo giorno di gioia tuttavia non tutti i cuori sono nella pace malgrado la presenza di Gesù e il suo amore e’ per tutti …. nessuno escluso

    Vorrei mi fosse permesso di rivolgere un pensiero a tutti coloro che hanno amato ed amano Filomena

    L’amore di Dio Padre ci ha donato Gesù il Salvatore
    E’ in lui che la morte terrena trova risurrezione nella vita eterna al cospetto di Dio ….ed è li’ che in eterno troviamo l’amore la gioia il cuore vivo di Filomena che nella verità intercede per noi … tutti

    A tal proposito un messaggio “laico” ci viene da Charles Peguy in :

    LA STANZA ACCANTO

    La morte non è niente,
    io sono solo andata nella stanza accanto.
    Io sono io.
    Voi siete voi.
    Ciò che ero per voi lo sono sempre.
    Parlatemi come mi avete sempre parlato.
    Non usate un tono diverso.
    Non abbiate l’aria solenne o triste.
    Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
    Sorridete, pensate a me, pregate per me.
    Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato.
    Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
    La vita ha il significato di sempre.
    Il filo non è spezzato.
    Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri ?
    Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vita ?
    Io non sono lontana, sono solo dall’altro lato del cammino.

    ​Charles Peguy

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